{"id":4980,"date":"2023-03-10T11:07:20","date_gmt":"2023-03-10T10:07:20","guid":{"rendered":"https:\/\/forence.it\/?p=4980"},"modified":"2023-04-17T09:35:16","modified_gmt":"2023-04-17T07:35:16","slug":"criptovalute-computer-game-o-inizio-di-un-nuovo-sistema-finanziario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ea-test.eu\/forence01\/criptovalute-computer-game-o-inizio-di-un-nuovo-sistema-finanziario\/","title":{"rendered":"Criptovalute: computer game o inizio di un nuovo sistema finanziario?"},"content":{"rendered":"\n<p>Il recente affermarsi delle criptovalute come tema di discussione, ci pone l\u2019occasione di fare il punto della situazione su un argomento che, certamente, diventer\u00e0 di grande attualit\u00e0 nel prossimo futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Le domande a cui bisogna cercare una risposta sono molte ma possono essere circoscritte, in una prima analisi, a poche ma cruciali questioni: cosa sono veramente le criptovalute? Come si creano? Se e come cambieranno il sistema finanziario mondiale? Possono rappresentare una valida alternativa di investimento alle \u201casset class\u201d tradizionali?<\/p>\n\n\n\n<p>Per comprendere al meglio l\u2019evoluzione delle criptovalute, come sempre, \u00e8 necessario fare qualche passo indietro: in particolare alla prima met\u00e0 degli anni Ottanta del secolo scorso, momento in cui si afferma il movimento cyberpunk.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulle prime una corrente letteraria, di orientamento tipicamente fantascientifico, in cui, per\u00f2, sono presenti alcuni elementi di ricerca del cambiamento sociale: un mix tra tecnologia informatica e spinte di tipo libertario. La cultura cyberpunk, in breve, spazia dalla letteratura ai fumetti, alla musica, ai film. Il fumetto italiano \u201cNathan Never\u201d del 1991 ha chiare influenze cyberpunk, cos\u00ec come i film della serie \u201cMatrix\u201d ed i due \u201cBlade Runner\u201d (1982 e 2017).<\/p>\n\n\n\n<p>Tra gli interessi dei cyberpunkers c\u2019\u00e8 anche quello di garantire il massimo anonimato alle transazioni di tipo finanziario, attraverso tecniche di tipo criptografico. Su questo tema, nel 1981, David Chaum, informatico e crittografo americano, pubblica un saggio dal titolo &#8220;Untraceable electronic mail, return addresses, and digital pseudonyms&#8221; che rappresenta la fondazione teorica del lavoro sull\u2019 anonimato in rete. Nel 1989, lo stesso Chaum fonda una societ\u00e0 chiamata Digicash. Gli utenti di Digicash, potevano ritirare soldi dalla loro banca ed inviarli ad una terza parte in forma assolutamente anonima, grazie ad un algoritmo di criptografia che conteneva una chiave pubblica (visibile e conosciuta a tutti) ed una chiave privata (nota solamente al titolare del portafoglio). Digicash ha una vita assai breve: fallisce nel 1998, secondo il suo creatore, a causa del mancato sviluppo del commercio elettronico sulla rete web che, oggettivamente, ai tempi non era ancora decollato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 necessario, a questo punto, un salto di dieci anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel novembre 2008, un crittografo di nome Satoshi Nakamoto pubblica un saggio dal titolo \u201cBitcoin: a peer to peer electronic cash system\u201d nel quale viene descritta l\u2019architettura della moneta elettronica denominata bitcoin e, successivamente (gennaio 2009), rilascia il protocollo informatico ed il primo applicativo client del bitcoin su una mailing list pubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>Satoshi Nakamoto \u00e8 uno pseudonimo; un indirizzo di posta elettronica non collegabile con una persona fisica. Per alimentare ulteriormente il \u201cmistero\u201d sulla sua identit\u00e0, nel 2010, dopo aver contribuito al lancio del progetto, Nakamoto cessa di interagire con gli utenti di bitcoin, per poi sparire del tutto nel 2011. Ad oggi, non si \u00e8 riusciti ad identificare Nakamoto o il gruppo di persone che si cela dietro questo pseudonimo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019architettura del bitcoin, cos\u00ec come concepita da Nakamoto, si basa su una tecnologia detta \u201cblockchain\u201d (in italiano, catena di blocchi).<\/p>\n\n\n\n<p>La blockchain \u00e8 il cuore del progetto bitcoin (cos\u00ec come delle altre criptovalute e di molte altre applicazioni che questa tecnologia trover\u00e0 nel futuro), quindi il suo funzionamento va compreso con ragionevole completezza. Con le dovute semplificazioni (si parla, comunque, di algoritmi criptografici molto sofisticati), possiamo dire che la blockchain \u00e8 un insieme di transazioni valide accoppiate ad un marcatore temporale detto \u201ctimestamp\u201d. Ogni blocco contiene una forma di indicazione del blocco precedente, saldando cos\u00ec indissolubilmente la catena temporale.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa maniera si riesce a creare una catena temporale di blocchi, conosciuti a tutti i partecipanti alla blockchain (la catena \u00e8 pubblica e visibile in rete) ed univocamente determinati.<\/p>\n\n\n\n<p>In un ambiente cos\u00ec costruito, \u00e8 evidente che le transazioni monetarie (lo scambio di bitcoins) ha un livello di sicurezza molto alto. La doppia spesa (double spending) di un bitcoin \u00e8 sostanzialmente impossibile in quanto, una volta che una moneta \u00e8 transitata da un partecipante all\u2019 altro, questo movimento, proprio perch\u00e9 noto a tutti, non \u00e8 reversibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Su questa base, \u00e8 possibile sfatare uno dei miti che circondano i bitcoin (e valido per quasi tutte le criptovalute): non \u00e8 vero che garantiscono l\u2019anonimato; certamente, ad ogni transazione registrata nella blockchain non \u00e8 associato il nome ed il cognome di chi l\u2019ha generata ma solamente la chiave pubblica del suo portafoglio, rimanendo quella privata confidenziale. Esattamente come avveniva per Digicash, con la differenza che, come gi\u00e0 ricordato, chiunque pu\u00f2 conoscere ciascuna transazione effettuata sulla blockchain.<\/p>\n\n\n\n<p>Visto che la garanzia di anonimato non \u00e8 lo scopo del bitcoin e di molte altre criptovalute, perch\u00e9 sono state create ed a che cosa servono?<\/p>\n\n\n\n<p>Vediamo di chiarirlo con un banale esempio. Se oggi decidessimo di comperare un libro in rete, la nostra transazione commerciale sarebbe forzatamente mediata da un intermediario (banca, carta di credito, servizio di pagamento). Questo intermediario deve, preventivamente, aver accertato la solvibilit\u00e0 di chi compra per poter chiudere la transazione finanziaria che, a sua volta, completa quella commerciale. Immaginiamo ora di comperare il medesimo libro in una libreria e di pagarlo in contanti. In questo caso, tra acquirente e venditore non esiste nessuna forma di intermediazione. La dazione del contante chiude simultaneamente la transazione finanziaria e quella commerciale ad essa associata. Inoltre, lo scambio del contante, una volta avvenuto, rende la transazione finanziaria univocamente determinata e non reversibile (a meno che non avvenga uno scambio di contanti in senso contrario tra acquirente e venditore, in caso, per esempio, di un reso).<\/p>\n\n\n\n<p>Le criptovalute rendono possibile una transazione in rete tagliando completamente fuori l\u2019intermediazione; la transazione, inoltre, grazie alla tecnologia della blockchain rende sostanzialmente impossibile la doppia spesa: proprio come accade con il contante. Per questo, quando si parla di criptovalute, spesso si usa la dizione \u201ccontante digitale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre alla intermediazione finanziaria, c\u2019\u00e8 un altro grande assente nell\u2019architettura delle criptovalute: la banca centrale. In un sistema \u201cclassico\u201d, l\u2019offerta di moneta \u00e8 determinata dalla banca centrale, con il sistema bancario che funge da moltiplicatore; nel nostro caso, da dove nascono le criptovalute? Chi le immette nel sistema?<\/p>\n\n\n\n<p>E \u2018evidente che l\u2019offerta di criptovalute non possa essere illimitata. Nessun bene con offerta illimitata potrebbe avere un valore, quindi un prezzo. Per questo, la creazione del bitcoin e di tutte le criptovalute che si sono succedute \u00e8 basato sulla cosiddetta \u201cproof of work\u201d (prova di lavoro). Sostanzialmente, vengono proposte nella rete una serie di equazioni a difficolt\u00e0 crescente; chi risolve per primo l\u2019equazione proposta, genera una nuova unit\u00e0 di criptovaluta. Questa attivit\u00e0, detta minamento (in inglese mining) ha forti analogie con quanto accadeva per l\u2019oro fisico nei secoli passati: anche in quel caso una serie di soggetti (i minatori) ponevano in essere delle attivit\u00e0 (lo scavo delle miniere) ed avevano come compenso l\u2019oro fisico che poteva facilmente essere convertito in moneta. I minatori moderni sono delle vere e proprie fabbriche (dette mining farms) dove grandi quantit\u00e0 di computer molto potenti sono dedicati solamente allo svincolo di criptovalute. Parlando di grandi quantit\u00e0 di computer non si usa un eufemismo: alcune mining farms sono degli hangar giganteschi, solitamente posizionati dove \u00e8 possibile minimizzare i costi dell\u2019energia elettrica. Il mining, infatti, \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 fortemente energivora.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Oltre alla valenza di facilitare gli scambi di merci e servizi per via elettronica, le criptovalute possono rappresentare una forma di investimento alternativo ai canali tradizionali? Oggettivamente si, con qualche precauzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Le criptovalute (ce ne sono circa mille in circolazione) possono essere segmentate in tre diversi gruppi, secondo il criterio della capitalizzazione (numero di monete in circolazione, moltiplicato per il loro valore di scambio): alta, media e bassa. Nel primo gruppo, si contano una decina di valute, nel secondo circa una trentina e nel terzo ci sono tutte le altre.<\/p>\n\n\n\n<p>Le criptovalute del primo gruppo hanno sempre pi\u00f9 la tendenza a comportarsi come un asset tradizionale, per il quale \u00e8 possibile identificare dei trend di breve periodo ma anche delle soglie di supporto e resistenza di pi\u00f9 lungo periodo. Quelle del terzo gruppo (ovviamente, per numero, la maggioranza) si prestano a strategie di tipo \u201cdisseminativo\u201d (investire una piccola quantit\u00e0 di valore in un grande numero di monete), assumendo che alcune di esse possano affermarsi prepotentemente, mettendo a segno rialzi di valore davvero rilevanti, a fronte del rischio di una altrettanto grande mortalit\u00e0 infantile. Le appartenenti al secondo gruppo, sono una via di mezzo tra i due estremi appena descritti.<\/p>\n\n\n\n<p>In ogni caso, anche la principessa delle criptovalute del primo gruppo, ovviamente il bitcoin, ha un trend ad alta volatilit\u00e0 ma tendenzialmente crescente in linea con un\u2019intonazione generale del settore.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa tendenza alla crescita durer\u00e0? Secondo Paolo Savona, in un intervento dello scorso settembre su Italia Oggi, i meccanismi di formazione del prezzo del bitcoin (e per analogia delle altre criptovalute) sono difficilmente identificabili in quanto \u201cnon si conoscono gli scopi dei possessori di questa moneta (per commerciare, per speculare, per investire, per riciclare, per sottrarsi alle autorit\u00e0). Finch\u00e8 questa condizione prevale, il valore del bitcoin crescer\u00e0 dando la sensazione di un ottimo investimento; quando cesser\u00e0, i possessori registreranno perdite. Si pu\u00f2 parlare dell\u2019esistenza di una bolla speculativa circoscritta tuttavia a una percentuale limitata di investitori e di investimenti e, almeno per ora, non pericolosa\u201d. Sempre secondo Savona \u201ccriptovalute e blockchain saranno il mercato del futuro, gi\u00e0 presente, ed \u00e8 perci\u00f2 indispensabile che i problemi che essi sollevano vengano chiariti ed affrontati subito\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, un\u2019onda che si pu\u00f2 cavalcare anche se con la dovuta cautela.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Michele Russo<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il recente affermarsi delle criptovalute come tema di discussione, ci pone l\u2019occasione di fare il punto della situazione su un argomento che, certamente, diventer\u00e0 di grande attualit\u00e0 nel prossimo futuro. 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